Diario della quarantena - Episodio 1

Dato che è molto che non aggiorno questo blog, approfitto della clausura forzata causata dall'emergenza coronavirus o COVID-19 come lo chiamano gli scienziati, per organizzare, senza alcuna pretesa, i miei pensieri  e poterli ricordare quando questo gigantesco incubo sarà solo un ricordo, di cui parleranno i libri di storia delle generazioni future.

Come forse molti qui in Italia, all'inizio di questa pandemia non davo alcuna importanza alle drammatiche notizie provenienti dalla Cina, pensando che un tale flagello non sarebbe mai arrivato fino a casa nostra e, se sì, solo in misura trascurabile, come successe anni fa con la SARS.

Man mano che passava il tempo e che il virus si faceva strada in Europa per arrivare in Italia, iniziavano a vedersi in giro i primi segnali che qualcosa era cambiato, ma non ci davo troppa importanza.

Per la strada si vedevano già persone con le mascherine, alcune artigianali, altri si coprivano il viso con una sciarpa o un foulard. Alcuni prodotti, come l'Amuchina che una volta ti tiravano dietro, sono diventati introvabili. Per mia fortuna ne ho ancora una piccola scorta, acquistata in offerta l'estate scorsa. Sono riuscita persino a regalarne un po' a mia nipote, l'ultima volta che è venuta a trovarmi prima del lockdown.





Poi, con i primi provvedimenti del governo, sono aumentate le mie preoccupazioni, soprattutto di ordine pratico. Aiuto, aiuto, quando potrò tornare in palestra? E al cinema? E vedere gli amici ecc. ecc. Dovete notare che vivo da sola e che la maggior parte della mia vita sociale si svolge al di fuori delle mie mura domestiche. Mi aiutano il fatto che ormai da molti anni sono abituata a lavorare da casa e ho dimestichezza con le tecnologie di comunicazione a distanza e, last but not least, che sono una brava cuoca.

All'inizio credevo che ciò sarebbe durato poco, ma sì, una o due settimane, poi si vedrà. Il tempo di riposarsi un po' e mettere in ordine la mia casa che ne ha un disperato bisogno.

Per passare il tempo, e non pensare alle implicazioni soprattutto economiche di questa situazione, uscivo per commissioni o fare la spesa nei negozi abituali e addirittura al mercato, dove ho visto scene fuori dal mondo. C'era gente con la mascherina, genitori con i bambini nei passeggini o nel marsupio e addirittura una vecchina in pessime condizioni, sulla sedia a rotelle spinta dalla sua badante.

Poi lo stop totale. Ora che si può uscire solo per gravi motivi, oltre che per lavorare o fare la spesa, è urgente adottare strategie per non cadere nella depressione e apprezzare i pochi vantaggi di questo nuovo stile di vita imposto dalle circostanze.

Come probabilmente il 99% delle persone in questa situazione, ho trovato il maggiore conforto nella rete, Facebook, Whatsapp, Instagram, YouTube ecc. mi fanno compagnia in questi giorni e mi aiutano a risolvere problemi pratici,  come fabbricarsi in casa una mascherina.




Evito anche il più possibile di guardare troppi tg che non parlano d'altro e di guardare invece film, programmi di cucina o i tg di France24 che almeno sono focalizzati su un'altra parte del mondo.

Per alleggerire l'umore mio e dei miei followers, ho iniziato da qualche giorno a pubblicare su Facebook una visita virtuale a una parte diversa della mia casa, iniziativa molto apprezzata che oltretutto mi obbliga a riordinare e pulire le stanze prima di fotografarle.

Per oggi è tutto. Nei prossimi giorni pubblicherò anche qui i miei post con il giro virtuale della mia casa, per raccoglierli in un unico posto a futura memoria.

Ciao a tutti.

Niki

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