Ricordi delle Olimpiadi Milano Cortina 2026 (parte 1)

 Ciao a tutti,

nelle scorse settimane si sono svolte le Olimpiadi di Milano Cortina 2026, mentre al momento in cui scrivo sono ancora in corso le gare della corrispondente edizione delle Paralimpiadi.

Dati i prezzi alti dei biglietti e anche un po' a causa delle mie condizioni fisiche (un dolore a una gamba che non ne vuole sapere di andarsene) mi sono limitata a qualche giretto nei luoghi simbolici e in alcune delle "case" allestite dai paesi partecipanti.

Ecco qualche mia riflessione in ordine sparso e senza alcuna pretesa di completezza.


1) La fiaccola olimpica





Le mie scorribande olimpiche sono state guidate unicamente dal caso e dal mio fiuto, unito a una grossa dose di fortuna in alcuni casi. Come si vede qui dalla foto, mi sono imbattuta nel Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio (foto), tedoforo nel tratto adiacente alla Basilica di Sant'Ambrogio. Dato che mi sono recata sul posto con largo anticipo, ho avuto l'opportunità di origliare una sua conversazione in cui indicava il punto esatto in cui ci sarebbe stato il passaggio del testimone (davanti al civico 14 di Piazza Sant'Ambrogio). Testimone portato da niente meno che Cristian Chivo, l'allenatore dell'Inter. Per il resto, tanta folla e un passaggio di auto, furgoni di sponsor ecc. che ricordava la carovana del Giro d'Italia.


2) Il Villaggio Olimpico




Non disponendo di alcun tipo di accredito, non avevo alcuna possibilità di entrare nel Villaggio Olimpico. Di conseguenza, mi sono limitata a guardarlo dall'esterno, in occasione di una mia puntata veloce all'Esselunga di Via Ripamonti che si trova proprio di fronte. Come potete notare dalle foto, ci sono le bandiere dei paesi di provenienza degli atleti davanti alle finestre delle zone in cui alloggiano. Ho visto anche diversi atleti aggirarsi tra gli scaffali dell'Esselunga per fare acquisti accompagnati da alcune volontarie. Chissà cosa cercavano?


3) Il Braciere Olimpico





Non ho assistito allo spettacolo serale di suoni e luci perché non mi piacciono le folle, ho solo visitato di giorno la zona dell'Arco della Pace per poterlo ammirare. La cosa che mi ha sconvolto è stato l'allestimento, nei caselli del dazio accanto all'arco, di un cosiddetto "Museo Olimpico" per entrare nel quale bisognava pagare la modica cifra di € 90,00. Ovviamente non ci sono entrata e non ho visto alcuna coda davanti all'ingresso.

Continua nella prossima puntata. 

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