UN INCONTRO FUORI DALLA REALTÀ
A un recente
incontro di traduzione dallo spagnolo mi imbattei in un testo che, partendo da
una citazione di John le Carré, parlava di persone che vivono fuori dalla
realtà, ma che la visitano occasionalmente quando incontrano i comuni mortali.
Qualche giorno dopo ho avuto la conferma che gli incontri fuori dalla realtà esistono.
Una mattina arrivo alla fermata dell’autobus per andare in palestra e vedo uno con un viso
famigliare che mi guarda. Dentro di me capisco subito di chi si trattava, ma
non volevo crederci.
Aveva
con sé due grandi valige con le etichette dell’aereo. Il cognome, scritto a
caratteri cubitali su una valigia, non lasciava spazio a dubbi, era proprio
lui. Confesso che se avessi visto qualcuno che ormai non vive più su
questa terra, sarei stata meno stupita.
Ci
salutiamo velocemente e facciamo una breve conversazione di circostanza.
Io mi tengo il più possibile sul vago, perché non mi piace dare troppe informazioni sul mio conto a chi non vedo da tanto tempo.
Io mi tengo il più possibile sul vago, perché non mi piace dare troppe informazioni sul mio conto a chi non vedo da tanto tempo.
Per passare il tempo, gli chiedo da dove arrivava e naturalmente la sua risposta era quella che mi aspettavo. Poi arrivano due autobus di linee diverse e le nostre strade si dividono.
Al mio
arrivo a destinazione, scendendo con il mio trolley rosso dalla porta anteriore
del tram sul quale ero salita a metà del tragitto, rivedo il personaggio con i
valigioni che scende dalla porta posteriore e mi dice che gli
sembra di conoscermi. A quel punto gli dico: “Ma sei ancora qui?” e mi dirigo velocemente sotto al ponte ferroviario dell’Ortica, per arrivare in tempo alla mia lezione di pilates.
Mentre
spingo la pesante porta della palestra, mi giro e il tipo con i valigioni non
c’era più.
Ero tornata nella realtà!
Ero tornata nella realtà!
Nicoletta
Contardi
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